tro strategico importante e nei Campi Raudi o ferraresi Caio Mario nel 101 a. C. riportò sulle orde dei Cimbri La celebrata vittoria che fu la salvezza dell’Italia e di Roma e che valse al grande condottiero il nome di terzo fondatore dell’ Urbe. Fu in vista di Foro d’Alieno, il nome con cui i romani indicarono Ferrara, che sulle coorti di Vitel- lio quelle di Vespasiano aprirono al loro generale la via dell’impero. Passò anche su Ferrara il turbine delle invasioni barbariche: l’ebbero gli Eruli e i Goti, indi passò sotto i Greci. Dagli Esarchi ebbe cerchia di solide mura nel sec. VI e fu l’estrema sentinella settentrionale dei domini imperiali di Bisanzio. Insidiata più e più volte dai confinanti Longobardi cadde in loro potere verso la metà del sec. Vili, ma col territorio fatto dai Greci, ad arte, devastar dalle acque, per lunghi secoli poi infestanti, quando non fu più possibile contenderlo ai barbari colle armi. Distrutto dalle vittorie di Carlo Magno il Regno Longobardico, Ferrara fu aggiunta al nascente Patrimonio di S. Pietro, al quale di diritto, se non di fatto, appartenne sempre sino al 1859. 11