670 La Gèrmania cede alla forza [25.v1.19] firmare le condizioni di pace imposte dai Governi alleati ed associati. « Voglia gradire, signor Presidente, l’assicurazione della mia alta considerazione.» Von Haniel Effettivamente i tedeschi hanno dovuto cedere alla forza. Nel dubbio che non volessero firmare, ieri le truppe francesi avevano già iniziato la loro marcia su Francoforte, occupando il villaggio di Rodelheim. Masse di cavalleria si erano pure dirette su Francoforte per la via di Braun-heim, dove venne proclamato lo stato di guerra con l’ingiunzione di tener chiuse le finestre. Alle otto di sera Foch fermò le truppe. I giornali ricordano, a proposito del documento che accetta incondizionatamente le clausole di pace dichiarando che l’onore del popolo tedesco non è intaccato, un canto che il poeta Gherardo Hauptmann diresse agli ulani nel giorno della mobilitazione. In quel canto la guerra era ridotta alla difesa dell’onore tedesco. Vi si descriveva la comparsa del russo, del francese e dell’inglese: « Chi va là?» gridava il tedesco. « Germania, vogliamo il tuo onore. » « Giammai ! E se invece di tre foste nove, il mio onore e la mia terra rimangono miei per sempre. Li proteggono Iddio, il Kaiser e l’esercito. Giammai! » 25 Giugno. II gesto, unico nella storia del mondo, dell’affondamento della flotta da guerra tedesca, che stava per essere consegnata agli alleati nella baia di Scapa Flow, ha messo in furore Clemenceau, che assieme a Lloyd George si affanna a ricercare un mezzo per farlo pagar caro alla Germania. Intanto hanno nominato una nuova commissione, in cui hanno messo anche me, insieme a Baruch, a Hipwood, a Monnet e a un giapponese da designare. Dobbiamo esaminare la possibilità di compensare la sottrazione delle 400.000