— 364 — Cosi pure nel vicino Comune di Cortsolona (1) fu affondato, armi fa, un tubo sino a 66 m. di profondità, incontrandosi, sotto l’alluvione sabbioso-ghiaiosa dell’Olocene, speciali marne grigie, compatte, senz’acqua, le quali mi parvero di aspetto pliocenico, quantunque l’unico esemplare esaminato non mi abbia offerto fossili. Anche nell’esecuzione (per opera del Genio Civile) di un ponte sull’Olona, presso Corteolona si incontrò, sotto la solita alluvione recente, un terreno grigio compatto, detto volgarmente tufo, che non ebbi in esame ma che potrebbe essere pliocenico. Inoltre non dobbiamo dimenticare la Collina di S. Colombano che emerge dalla pianura del basso Lodigiano e che è appunto costituita di terreno miocenico e pliocenico marino coperto da un manto plistoeenico. Devesi poi considerare che alcuni pozzi stati trivellati in queste regioni della pianura padana (per es. a Casalpusterlengo ecc.) incontrarono terreni sabbioso-argillosi grigi, più o meno compatti, i quali potrebbero essere pliocenici; ma la mancanza di fossili e specialmente il metodo di trivellazione e l’impossibilità di esaminare i campioni, non permettono di fare determinazioni cronologiche. Sarà quindi molto utile di eseguire ricerche sempre più accurate a tale riguardo, in occasione di ulteriori trivellazioni. Ad ogni modo già coi dati acquisiti si può fin d’ora concludere che sotto la coltre alluviale, fluviale, quaternaria (essenzialmente olocenica) della pianura padana, per lo sviluppo di una buona trentina di chilometri, dal Pavese al Cremonese, alla distanza di 10 a 25 e più chilom. dalle falde appenniniche, esiste, a non grande profondità, il terreno pliocenico, essenzialmente piacenziano forse perchè decapitato della sua parte superiore, astiava, dalle potenti e grandiose correnti acquee fluviali dell’Era quaternaria. Tale sviluppo pliocenico subpadano è probabilmente in relazione coH’affioramento delle arenarie mioceniche nell’alveo del Po presso S. Cipriano pavese (appunto a Sud di Uelgioioso) e in complesso col grande gomito geotettonico deU’Appennino pavese, che si spinge visibilmente molto verso Nord. (1) Sacco F., Geoidrologìa dei Pozzi 'profondi della Valle Padana - (1912 e 1924).