- VI — In seguito, continuando detta raccolta di dati e di materiali (1) fomiti da nuovi pozzi tubulari eseguili dal 1912 al li 122, li raccoglievo in un altro Volume, avente lo ¡'.tosso titolo del primo, e che fa pubblicato dali’Ufficio idrografico del Po (Ministero dei Lavori Pubblici) nel 1924. Dopo d’allora non tralasciai di occuparmi di tale argomento che diventava sempre più interessante sia dal lato scientifico sia da quello pratico ed anche da quello giuridico, tanto che già segnalai in una Nota pubblicata negli Annali della R. Acc. Agric. di Torino del 1931, fra alcuni « Poricoli geoidrolcgici », quelli prodotti da inconsulte captazioni idriche fatte in regioni che no venivano troppo depauperate. Invocavo per tale riguardo una speciale legislazione (un po’ analoga a quella mineraria) mille falde acquee profonde, che sono talora più preziose (]>er l’alimentazione umana) che non quelle superficiali che già da tempi antichissimi sono protette da svariate legislazioni. Consideiavo inoltre fra detti « Pericoli » quello dei Rabdomanti che talora fa ino sprecare somme enormi in trivellazioni attraverso terreni che le conoscenze geologiche escludono dall’essere praticamente acquiferi. In questo ultimo decennio, raccogliendo quanto più potevo dati sulle trivellazioni profonde che si andai ono facendo dal 1924 ad oggi, malgrado il rallentamento verificatosi in quSiiti ultimi anni di crisi (anche naturalmente in queste costose opere) ebbi modo di radunare tale quantità di nuovi dati geoidrologici in tutta la regione della pianura padana, che sembrò opportuno pubblicarli in un 3° Volume dell’Opera indicata, che viene anco va pubblicato dal Ministero dei Lavori Pubblici - Ufficio idrografico del Po - 1933. In tal modo si può conoscere quali sono ad un dipresso i terreni e le falde acquee che vennero incontrati coi un buon migliaio di perforazioni fatte (per profondità da 2!) ad oltre 300 metri) in questo primo trentennio del secolo XX in quasi tutto le regioni della vasta e tanto abitata e coltivata pianura padana. Malgrado le ricerche e le richieste fatte, molte perforazioni certamente sono sfuggite alle mie inda|¡in:, specialmente per i lavori eseguiti da piccole aziende locali, da semplici httoniori e simili; ma (1) I campioni, parecchie migliaia, ricavati dalle trinllazio.ii e comunicatimi, seno ora conservati nel Museo geomineralogico del R. Istituti superiore d’ingegneria (Politecnico) di Torino, nel Castello del Valentino, a disposi: ione di chi desiderasse farvi studi speciali,