— 106 — spinto sino a — 130 m.; il Museo geologico del Politecnico di Torino ne conserva un campione proveniente da — 120 m. Questa trivellazione fu naturalmente infruttuosa per lo scopo di trovare buona acqua potabile, come era geologicamente prevedibile, trattandosi della serie marnosa o marnoso-sabbiosa, quasi impermeabile, del Piacenziano. La Società « CREA » di Torino, trivellò, nel 1932, in frazione Gorrea, del Comune di Agliano d’Asti tre pozzi, per ricavarne acqua potabile, attraversando la seguente serie: 0—3 Terreno argilloso impuro. 3—3,30 Strato sabbioso con poca acqua. 3,30—4,60 Terreno mamoso-argilloso. 4,60—14,10 Arenaria silicea, con acqua. 14,10—15 Terreno mamoso-argilloso, impermeabile. Ad Agliano d’Asti nel 1932, la Ditta C. Consa eseguì, per conto del Comune, una perforazione che, ad una ventina di metri di profondità, incontrò sabbie grossolane inglobanti una falda d'acqua abbastanza abbondante e buona; il terreno è miocenico superiore, ma non si conoscono i dettagli. Per Agliano d’Asti Vedi anche: Voi. II (1924), pag. 83. Nelle regioni di Isola d’Asti secondo notizie del trivellatore C. Consa, si trova in complesso (suppongo nel fondo valle, giacché il paese posa sul Pliocene) la seguente serie: 0—5 Terreno agrario e rimaneggiato; terreno argilloso impermeabile. 5—10 Terreno sabbioso-ghiaioso coll’abbondante falcia acquea freatica. 10— Marne grigie. Verso i — 60 metri incontrasi talora una zona d’acqua saliente sopra il suolo, ma non potabile perche più o meno ricca di Cloruro di Sodio e di Solfati di Calcio e Magnesio che la rendono purgativa. Per Isola d’Asti Vedi anche: Voi. II (1924), pag. 79. Per Costigliole'd’Asti Vedi: Voi. II (1924), pag. 80. Nello Stabilimento Cora inCostigliole d’Asti la Ditta U. Sacco, nel 1929, trivellò un pozzo profondo che attraversò i seguenti terreni: 0—4 Terreno rimaneggiato e poi marna giallastra. (Avampoazo). 4—10 Marna giallastra. ,