- 130 — cui il Museo geologico del Politecnico di Torino possiede un campione tratto da —45 m. (N.° d’Inv. 39.231): 0—3 Terreno vegetale e rimaneggiato od alterato. 3—9 Alluvione sabbiosa, ghiaiosa, ciottolosa. 9—12 Ciottoli commisti ad argilla giallastra. 12—14 Argilla giallastra. 14—14,60 Zona ciottolosa. 14.60—20,60 Argilla giallastra. 20.60—21 Zona ciottolosa. 21—24 Argilla giallastra. 24—25,80 Arenaria giallastra compatta, durissima. 25,80—26,40 Arenaria meno compatta. 26,40—27 Arenaria compatta, durissima. 27—30 Arenaria. 30—36,60 Arenaria tenera. 36.60—41 Arenaria sabbiosa stratificata. 41—42 • Zona ciottolosa. 42—45 Arenaria dura con Terebratule e Bivalvi marine. 45—47 Sabbia con Conchiglie (Cardii. Pettini, ecc.). Falda d'acqua saliente a m. 3,50 sopra il suolo, con rendimento di 2 litri al 1". 47—48,30 Roccia giallastra. (Porfido alterato?). I 48,30—49,60 Roccia violacea, durissima (Porfido?). Un altro pozzo trivellato a Roasio pure dall’Ing. A. Bodo, trovò le arenarie grigie durissime, molto fossilifere, del Piacenziano superiore a — 50 metri, come indica il campione-carota conservato nel Museo geologico del Politecnico di Torino al N.° d’Inv. 39.232. A Masserano (Biellese orientale) verso il 1928 un Comitato locale volle far trivellare, dalla Ditta Bodo, un pozzo profondo onde ricavarne acqua potabile per il Comune; siccome questo paese giace su poco materiale detrítico ammantante la roccia cristallina, naturalmente la trivellazione entrò subito nel terreno roccioso e vi si approfondò lentamente e costosamente (circa L. 1000 al metro) sino a quando, a —22 metri, si comprese finalmente che si faceva opera vana. I • Anche questo fu un pozzo geologicamente assurdo, ma un famoso rabdomante (Padre Innocenzo) aveva indicato che avrebbe incontrato Yacqua a —18 metri. A Brusnengo nelle prealpi ad Est di Biella, il Podestà, Dott. Margary, dietro assicurazione di due famosi rabdomanti, Padre Innocenzo di Pioverà e Padre Marco Sachetti di Monte Mesma, che