— 189 — Litologicamente le alluvioni dei pozzi sovraccennati mostrano la prevalenza dell’elemento serpentinoso (proveniente essenzialmente dal gruppo di Voltri) sull’elemento calcareo o calcareo-arenaceo dell’Eocene dell’alta Val Scrivia. Queste tre trivellazioni eseguite a pochissima distanza l’una dall’altra presso Spinetta Marengo, non mostrano nella rispettiva serie sedimentaria, quella corrispondenza che poteva attendersi, ciò che ci indica trattarsi di depositi fluviali e fluvio-lacustri assai irregolari, più o meno lentiformi. La parte superiore delle serie è olocenica, finché si incontrano, verso i 16-20 m., zone più o meno argillose che potrebbero già accennare al Plistocene, il quale a sua volta inferiormente, verso una quarantina di metri di profondità, ripresenta zone argillose che potrebbero accennare ad un passaggio al Villafranch'ano; ma tali supposizioni, mancando di ogni base paleontologica, restano allo stato di semplici ipotesi. Ad ogni modo la differenza litologica, alla stessa quota altimetrica, tra i sedimenti attraversati dalle tre trivellazioni vicine, mostra chiaramente trattarsi di depositi fluviali, talora fluvio-lacustri; la loro potenza, come anche la relativa loro grossolanità è certamente collegata, sia colla forma a bacino (semichiuso a Nord dal rilievo appenninico, ora mascherato daH’alluvionamento, di Monte-castello-Tortona) che dovette chiudere per tempo lunghissimo l’ampia regione alessandrina, sia col fatto importantissimo che, verso la metà dell’Era quaternaria si gettò nell’Alessandrino, colla immensa mole delle sue acque la fiumana del Tanaro, che prima si dirigeva per Bra-Carmagnola-Torino; cosicché nel bacino alessandrino vennero fluitati ed in gran parte depositati, non solo i materiali trasportati dai corsi acquei del Pre Tanaro astigiano, della Bonn ida, del-l’Orba, del Lemmo e della Scrivia, ma poi anche quelli abbondantissimi trascinati dalla fiumana del Tanaro raccogliente anche le acque della Stura, del Gesso, del Pesio, dell’EHero, della Corsaglia, ecc. A Spinetta Marengo, un’altra trivellazione, eseguita nel 1929, pel sig. B. G. Rettole, dopo m. 9,50 di avampozzo, mostrò la seguente serie di terreni: 9,50—19,50 Terreno ghiaioso e argilloso. 19.50—21,50 Terreno ghiaioso e sabbioso, con acqua. 21.50—25,50 Terreno ghiaioso e argilloso. 25.50—33,50 Terreno ghiaioso e sabbioso, con acqua. 33.50—35,50 Terreno argilloso, grigio.