— 395 — gnetite, Cianite, Zircone, Cloritoide, Tormalina, forse Titanite, ecc., senza notevoli differenze tra le sabbie continentali quaternarie e quelle marine plioceniche. Ciò è poco confortante circa la speranza di aiuto della Psammografia alla interpretazione deH’origine ed età dei depositi sabbiosi; ma dipende in gran parte dal fatto che nella presenza e distribuzione dei minerali nelle sabbie influisce special-mente il peso specifico e la resistenza chimico-fisica dei vari minerali, per cui nella loro distribuzione si verifica essenzialmente una cernita in ordine di peso e di resistenza piuttosto che non un’altra causa cronologica o ambientale. Contuttociò non deve escludersi che in certi casi tali studi psammografici possano essere utili. Riguardo alle falde acquee è notevole la loro poca salienza, la quale è ben comprensibile per quelle delle zone alluviali superiori, quaternarie, ma stupisce per quelle delle zone marine, inferiori, plioceniche, giacché esse dovrebbero livellarsi sin presso il suolo; ma il fatto sovraccennato dipende forse in parte dal non essere tali zone ben isolate. Passiamo ora all’interpretazione cronologica della serie esaminata. ( La prima ottantina di metri della formazione sedimentaria può attribuirsi al periodo plistocenico: è il Diluvium fluviale del Quaternario. Poi cominciano, frammezzo alle sabbie, alcune intercalazioni sabbioso-argillose che, tra 80 e 103 m. di profondità, dànno l’impressione di rappresentare una zona di passaggio dal Quaternario, essenzialmente fluviale, al Pliocene superiore ancora continentale, ma già di tipo piuttosto fluvio-lacustre. Sotto i 103 m. si entra decisamente in una serie di depositi a sedimentazione più tranquilla, complessivamente lacustre, come indica la prevalenza dei sedimenti argillosi o argillo-sabbiosi fini, generalmente grigiastri, con frustoli lignitici, ecc.; formazione, dello spessore poco minore ad una cinquantina di metri, e che (per quanto manchi la conferma paleontologica) parmi già riferibile al Viilafranchimio o Pliocene superiore fluvio-lacustre; notisi però che verso la metà di questa serie, tra i 127 ed i 134 m. di profondità, esiste una grossa zona alluvionale, ghiaioso-ciottolosa, che indica un importante momento di fluitazione fluvio-torrenziale durante la fase di sedimentazione complessivamente lacustre o lagunare. Ma verso i 148 m. di profondità si incontrano strati sabbiosi