— 397 — sano, sembra opportuno ricordare, per comparazione, alcuni pozzi profondi eseguiti nelle vicinanze. A Saronno (2^0 m.s. l.m.) fu fatta, nel 1888, una trivellazione spinta sino a 122 m. di profondità, incontrandosi una falda acquea un po’ abbondante specialmente tra 14 e 18 m. sotto il suolo, e da 111 m. in giù speciali sabbie ed argille giallastre che credo plioceniche, ma che, per mancanza di fossili, rimane incerto se lacustri (villa jranchìane), o maremmane. (fossaniane o astiane). Senza fermarsi alle trivellazioni di Seveso, Mombello, Sere-gno, ecc., meno importanti e già descritte altrove ( 1 ), accenniamo al pozzo di Canonica Lambro (verso i 200 m.s. l.m.) che, spinto sinr> a 92 m. di profondità, non incontrò notevoli falde acquee salienti, ma, dopo oltrepassati potenti banchi di sabbie ed argille, che potrebbero essere viUafranchiane, entrò dopo i 50 m. di profondità, in sabbie fini con resti di Bivalvi e Gasteropodi oltre ad Ostracodi, Foraminiferi, ecc., che indicano il Pliocene marino, forse VAstiano passante in basso al Piacenziano superiore, quantunque il frantumio del materiale (però dovuto in parte al modo di estrazione) possa lasciare qualche dubbio di rimaneggiamento. Del pozzo di Macherio (210 m.s.l.m.) a Nord di Monza, affondato nel 1906 per 92 m. senza incontrarvi una falda acquea notevole, non potei avere dati geologici. Invece ben studiata dal Mariani (Osserv. geol. pozzi triv., 1909) fu la trivellazione stata fatta nel 1906-07 a 8. Vittore di Monza (circa 154m. s. 1. m.). Quivi (1) la serie sedimentaria mostrò dapprima i soliti depositi alluvionali, olocenici, inglobanti la prima falda acquea; poi una potente formazione diluviale plistocenica, spesso con banchi conglomeratici ed intercalazioni sabbioso-argillose, originanti qualche falda d’acqua (specialmente verso i 27-30 m. di profondità) non saliente; quindi una potentissima serie di depositi fini, sabbioso-argillosi, grigio-giallastri, che paiono riferibili già al Pliocene superiore lacustre (Viilafranchiano), come indicherebbero i resti di Cyrena; serie però poco acquifera, salvo che verso la base (110-115 (1) Vedi sopra a pag. 390, 391 e Voi. II, pag. 114.