— 151 — 154—158 Lignite pura compatta. 158—ltil Argilla azzuriognola-chiara. 161—162,25 Sabbia azzurro-scura, sciolta. Zona acquifera ti cui livello piezometrico sale a circa 6-7 metri sopra il suolo, con portata (a rn. 0,60 sul suolo) di circa 1050-1100 litri al 1’. Da un primo esame di questa serie sedimentaria si può subito notare, come del resto si può osservare nella quasi generalità delle serie sedimentarie della Valle padana, un’alternanza continua e ripetuta di zone sabbiose e di zone argilloso-marnose, ciò che corrispónde naturalmente ad una alternanza nella natura della sedimentazione che non può essere semplicemente stagionale, ma deve collegarsi a fenomeni di carattere più grandioso e più importante. Dal sovracoennato studio del Repossi, confrontato anche coll’esame della serie attraversata dal pozzo di Fisrengo (Casalbel-trame), risultarono differenze mineralogiche che, pur essendo piuttosto quantitative che qualitative, sembrano indicare che le sabbie della serie superiore (attribuita da Parona e Repossi al Quaternario) sono di origine valsesiana, (con Microclino, Orneblenda bruna proveniente dalla « Zona d’Ivrea » della Valsesia, pasta felsitica rossa, Sil-limanite, derivante dai Porfidi valsesiani o dalle Kinzigiti di Vai Strona, ecc. elementi che sono caratteristici delle sabbie di provenienza valsesiana), mentre che la sabbia della serie inferiore, certamente pliocenica, è di origine più occidentale cioè essenzialmente del Biellese (colle caratteristiche delle alluvioni anche recenti del Cervo e dell’Elvo, con abbondanza di Serpentino, di Ortoclasio violaceo analogo a quello delle Sieniti biellesi, di pasta scura di Melafiro o di Porfirite, sovrabbondanza delle Glaucotane, assenza di Ome-blenda e di Sillimanite, scarsità di Microclino tanto diffuso nei Graniti valsesiani) ; per cui il corso della Sesia avrebbe migrato spostandosi da sinistra a destra, invadendo il territorio dapprima soggetto all’influenza di acque di provenienza biellese. Analoghe differenza erano già state notate dal Prof. Artini nelle sue « Osservazioni mineralogiche sui materiali incontrati da due trivellazioni recentemente eseguite a Milano» (1927), nel senso che mentre le sabbie inferiori, certamente plioceniche, contengono una quantità notevole di elementi di provenienza padana (cioè abbondanza di Glaucofane, di Anfiboii di tipo actinolitico, ecc.), nelle sabbie della serie superiore (quaternaria?) questi elementi si possono ritenere mancanti ed i componenti sono invece in forte prevalenza ab-duana, con miscela (in quantità varia) di elementi ticinesi e preai-