- 862 — verde, Glaucofane, Epidoto, Granato roseo, Slaurolite, Cianite, Titanite, Tormalina, ecc. Zona imbevuta di acqua abbondante, saliente a circa 2,50-3 metri sotto il suolo. 28,50—87 Sabbie finissime, grigie, compatte, quarzoso-micacee, un po’ argillose, con ghiaiette (specialmente quarzose) sparse. Questa zona sabbiosa si differenzia complessivamente dalia precedente per minor varietà di elementi colorati nella parte pesante; vi scarseggiano o mancano l’Epidoto, la Staurolite, la Tormalina, il Granato ed il Glaucofane; ma vi è frequente l’Anfibolo e vi è pure la Cianite. Qua e là Concbigliette, anche numerose, rappresentate da piccoli Gasteropodi (Natica, Odostomia, ecc.), ma specialmente da l’elecipodi, come: Vcnus (varie forme), Syndosmia, Solen, Tellina, l'eden (varie forme), ecc. 87—117 Sabbia finissima quarzoso-micacea mista con marna argillosa, grigio-bruniccia. Spesso i-esti di Conchiglie (Venus multilamella, Pecten, Cardila, Turritella, ecc.). Acqua scarsa, accompagnata da gas idrocarburici (special-mente verso 88 m. di profondità) e saliente a m. 1,25 sopra il suolo. 117—149 Sabbie fini, quarzoso-micacee, marnose, grigie, compatte; talora predomina il materiale argilloso, come a —118,50, talora invece quello sabbioso, come a —117 e —133,50. Qua e là piccoli fossili marini, come Pettini, Ditrupe, ecc. ; non rari i frustulini lignitici. Acqua scarsa, un po' meno scarsa verso —133,50, saliente a m. 1,50 sul suolo, poco potabile perchè -un po' ammoniacale. 149—209 Sabbie finissime, essenzialmente quarzose, ma un po’ calcarifere; talora più grossolanamente sabbiose od anche arenacee come verso i —100 m., talora invece un po’ argillose come verso i —154 e sotto 1G6 m.; vi è talora una specie di alternanza di zone compatte (anche argillose) e di zone molli, con spessore di circa m. 0,60 a 0,75 ciascuna. Fra le sabbie fini, più o meno argillose, marnose, grigie, qua e là fossilifere, da m. 28,50 in giù all’esame microscopico si notano i seguenti minerali: Quarzo, Felspato, Granato, Zircone, Antibolo, Glaucofane, Tormalina, Epidoto, Iperstene, Staurolite, Cianite, talora anche Magnetite, ecc., secondo l’esame fattone dal Prof. Chelussi. L’interpretazione cronologica di questa serie è abbastanza semplice, cioè i primi 28 m. rappresentano l’alluvione fluviale olocenica, mentre invece la sottostante formazione è riferibile al Pliocene marino, probabilmente al Piacenziano.