XIII — «Un esempio di Geologia applicata aH'Economia idrica» (1927) e sopra «Pericoli geoidrologici» (1931). Non è il caso di elencare qui le regioni della Valle padana dove tali inconvenienti sono più accentuati ; basti ricordare, come esempio, la zona di Villafranca d’Asti, dove, per la facilità del poco costo della perforazione, unitamente all’artesianismo accentuato, che quindi elimina ogni spesa di estrazione, tali pozzi si sono talmente moltiplicali, che vi si avvia verso il depauperamento delle falde sotterranee, con danno di tutti. Qualcosa d’analogo verificasi in alcune regioni della pianura emiliana dove l’artesianismo tipico, ottenuto con perforazioni anche solo di 10-30 metri o, più comunemente, di 30-40 m., fece si che i pozzi furono trivellati in numero straordinario (oltre 2000) e dàrrno in complesso una portata di oltre 40 m. c. al 1”, usati per irrigazione; anche qui perciò ci si avvicina a quel limite di utilizzazione delle falde sotterranee, oltre il quale si passa ad un depauperamento dannoso dell’economia generale. Ancora recentemente C. Cesari nel suo studio sopra « Le acque salienti nel sottosuolo modenese » (1933), dove segna ben nove falde acquifere (cioè alla profondità di circa 8-13 m., 15j-30 mi., 40-45 m., 60-65 m., 70-75 m., 80-100 m., 110-115 m.,, a 138 mv e tra 150-160 m.) nota che le sottocorrenti del Secchia sono già sfruttate sino al limite oltre il quale si impone una disciplina nella captazione delle acque. Orbene è incomprensibile come, mentre si ha tanta geilosa cura delle acque superficiali e mentre si resero demaniali i minerali, si lasci ancora libero l’uso e l’abuso delle preziose acque sotterranee. E’ quasi una fortuna che generalmente le acque profonde siano salienti (attraverso le perforazioni) solo a qualche metro sotto il suolo, per modo da richiedere, per l’estrazione, t’opera costosa del pompaggio, ciò che ne limita l’uso ai momenti più necessari per l’irrigazione; ma dove l’acqua freatica può essere attinta con semplici incisioni di derivazione e dove le acque sotterranee salgono, per trivellazioni, sopra il piano del suolo, là si può constatare generalmente l’abuso continuato, il vero sperpero fatto da tali captazioni che dissanguano (lo si può ben dire con Leonardo, giacché l’acqua è il sangue della Terra) le preziose risorse idriche del sottosuolo. Ricordo a questo riguardo che in altri paesi, per es., negli Stati Uniti d’America dove gli studi geoidrologici sono giustamente tenuti in alto valore, per la loro importanza pratica, già si presero gravi