— 107 — 10—12 Ghiaia conglomerata, rossastra. 12—42 Marna grigio-verdastra. 42—48 Sabbia ed argilla melmosa. 48—56 Marna grigio-verdastra. 56—57 Interstrato sabbioso. 57—67 Sabbia argillosa, melmosa. 67—90 Marna grigio-verdastra. 90—95 Sabbia argillosa, melmosa. 95—96 Zona compatta, dura, grigio-verdastra. 96—161 Marna grigio-verdastra. 161—171 Sabbia argillosa, melmosa. 171—172 Marna grigio-verdiccia. 172—182 Sabbia fine, con poca acqua. 182—184 Zona dura compatta. 184—245 Sabbia argillosa, melmosa. E’ uno dei tanti pozzi inutili giacché geologicamente era prevedibile che attraverso i potenti terreni essenzialmente marnosi del Miocene superiore di Costigliele d’Asti non si potevano incontrare falde acquee importanti. Tuttavia nel 1931 il trivellatore C. Consa eseguì, nella Villa Gora di Costigliele, un pozzo che verso i — 60 metri incontrò una falda d’acqua non saliente, che si estrae con una elettropompa. Per ricerche d’acqua si perforarono pure pozzi nel vicino piano al-luviale del Tanaro, attraversando il deposito alluvionale dello spessore di una diecina di metri, sino ad incontrare le sottostanti marne del Miocene; l’acqua imbevente la parte inferiore della coltre sabbioso-ghiaioso-ciottolosa si livella a circa 2,50-3 metri sotto il suolo e può fornire, col pompaggio, 5-6 e più litri al 1". Nel bassopiano di Castelnuovo d’Asti nel 1922 fu eseguito, presso la fabbrica di mobili in vimini, un pozzo che attraversò la seguente serie: 0—5 Terreno rimaneggiato ed alluviale. 5—53 Marna argillosa grigia. 53—54 Strato molto calcarifero, duro. 54—63 Marna argillosa grigia. 63—64 Strato molto calcarifero, duro. 64—124 Marna argillosa, grigia, con frustoli lignitici. 124—125 Strato arenaceo duro. 125—160 Marna argillosa, grigia. Evidentemente questo pozzo, oltrepassata l’alluvione terrosa recente, entrò in pieno nel Piacenziano.