— 177 - A Garbagna Novarese (Sud di Novara) nel settembre 1926, la Ditta Bertone trivellò un pozzo che trovò l'acqua freatica a m. 4,20 sotto il suolo; poi attraversò una serie sabbioso-ghiaiosa, come sotto Nibbiola e Novara, e infine una falda d'acqua che si livella con quella freatica e che, col pompaggio, dà 135 litri al f. Alla Vetreria di Castelletto Ticino fu trivellato, nel 1925, dalla Ditta Bistoletti un pozzo sino a 80 m. di profondità, incontrando una serie sedimentaria analoga a quella attraversata dal pozzo di Sesto Calende, cioè: a —75 Sabbia finissima. 75—80 Strato di ghiaiette; falda d'acqua che rimase però a 18 m. sotto il piano di campagna. Col pompaggio si ottengono 3 litri al 1”. * * * Nelle regioni dell’Alessandrino, la Ditta Umberto Sacco di Spinetta Marengo, eseguì numerose trivellazioni, di cui indico solo alcune delle più profonde. Esse incontrano le falde acquee più redditizie specialmente verso i 40-50 m. di profondità. Per tali esca-vazioni occorrono generalmente uno o due mesi. Un Km. circa ad Est di Casolòogliano, frazione sita a 0. S. 0. di Alessandria presso la Polveriera, l’Ufficio delle Fortif. del C.A.T. d’Alessandria fece trivellare dalla Ditta Panelli, nel 1930, un pozzo, i cui campioni conservati nel Museo geologico del Politecnico di Torino (N.o d’Inv. 39.226) indicano i seguenti terreni: 0—31 Argilla sabbiosa, giallastra, compatta. 31—33 Marna giallastra. 33—33,50 Marna sabbiosa, giallastra. 33.50—45,50 Marna sabbiosa, giallastra compatta. 45.50—50 Sabbia granosa, giallastra, essenzialmente quarzosa. 50—51 Idem Idem 51— Sabbia grossolana e ghiaia, essenzialmente quarzosa. La trivellazione non riesci acquifera come si desiderava, mentre in altri pozzi non lontani si trovò acqua abbastanza copiosa, ciò che può in parte derivare da correnti sotterranee ricordanti, per quanto più estese, quelle superficiali. ì 12 f