[ii.vili. 18] D’Annunzio su Vienna '39 Alle 17 I/2 arrivo a Torino e vado in una clinica a farmi medicare la ferita, che è abbastanza ampia. Gli inglesi hanno sferrato coi tanks un altro improvviso attacco ad oriente di Amiens e sono riusciti ad avanzare di 18 chilometri facendo 14.000 prigionieri. Otto velivoli italiani, al comando di Gabriele d’Annun-zio, hanno eseguito ieri un brillante raid su Vienna. Non hanno lanciato bombe. Hanno voluto solo ammonire il nemico. La notte arrivo a Levanto, ove mi attendono le mie figliole. 11 Agosto. Scambio di telegrammi con Attolico e riposo fra i miei cari. Alle 22 parto per Roma. Gli alleati hanno ancora avanzato in Picardia. Notevoli azioni di sorpresa anche sul nostro fronte. 12 Agosto. Arrivo a Roma e vado subito al Policlinico. Mi riceve e mi medica il celebre prof. Bastianelli. Il mio sottosegretario di Stato, marchese Nunziante, tri fa un’ampia relazione della situazione alimentare. Molti lamenti per le restrizioni, giudicate dal pubblico eccessive, e per gli alti prezzi. Fisso il prezzo del caffè a L. 5,50 al kg. Vado da Orlando e lo metto al corrente di tutto il mio lavoro a Londra ed a Parigi. Gli spiego che i rifornimenti di alimentari saranno presto abbondanti, ma che voglio tenerli in serbo per buttarli sul mercato al principio dell’inverno, e provocare cosi forti ribassi che varranno per la stagione più critica. I viveri sono assicurati per due anni, tanto più che i raccolti americani sono molto abbondanti. Occorre però che anche i nostri agricoltori compiano i massimi sforzi possibili per non indebitare eccessivamente il tesoro.